SAUTERNES 2010 | CASTELNAU SUDUIRAUT

36,80

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Vitigno

Sémillon 91%, Sauvignon Blanc 9%

Gradazione Alcolica

Vol. 14%

Vinificazione e Affinamento

Affinamento con il 10% in barili nuovi per 15 mesi

Aspetto

Giallo dorato luminoso

Naso

Rivela sentori di frutta come melone, litchi, pesca gialla e carambola, accompagnata da note speziate, come lo zenzero, e da note minerali

Bocca 

Bella morbidezza e un fruttato sempre molto presente. Compaiono sfumature candite di melone, cedro e ananas tostato, associate a spezie e note di tè nero. Il finale si sofferma a lungo sul limone candito, le spezie e i sapori dolci del caramello

Formato Bottiglia

0,75 lt

Categoria: SKU: CSUDU0001_2010 Tags:

Descrizione

La tenuta prese il nome di Suduiraut nel 1580, in seguito al matrimonio di Nicole d’Allard con Leonard de Suduiraut. Il castello, saccheggiato e poi bruciato durante la Fronda, fu ricostruito nel XVII secolo e ribattezzato Cru du Roy alla fine del XVIII secolo, in seguito all’acquisizione da parte di un nipote della famiglia Suduiraut, Jean Joseph Duroy, barone di Noaillan. La casa è stata poi adornata con un cartiglio contenente le armi di Suduiraut e Duroy, che è l’origine dell’attuale stemma di Château Suduiraut. Magnifici giardini formali, progettati da Le Nôtre, il famoso giardiniere del re Luigi XIV, hanno in seguito abbellito la proprietà.

Il 18 aprile 1855 la tenuta fu classificata come Premier Cru nella classifica dei vini della Gironda.

È stata rilevata nel 1992 da AXA Millésimes, la cui missione è quella di preservare e perpetuare il grande know-how della storia e della cultura del vino con un unico obiettivo: permettere ai grandi vini, provenienti da vigneti con un passato glorioso, di esprimere tutto il loro potenziale.

La nascita di Sauternes

Anche se la coltivazione della vite nella regione risale all’epoca dell’Impero Romano, l’influenza olandese non è estranea alla nascita di questi vini. Nel XVII secolo i mercanti olandesi, molto presenti nei vigneti di Barsac, producevano vini bianchi dolci ma senza ricorrere alla muffa nobile. Solo all’inizio del XVIII secolo è stata dimostrata la pratica della cernita successiva dei raccolti troppo maturi.

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